Legge di Bilancio 2026, cosa cambia davvero su ambiente e sostenibilità
La Legge di Bilancio 2026 non “inventa” una nuova politica ambientale, ma sposta alcuni ingranaggi che per imprese e Comuni contano eccome. Il segnale è chiaro: più pressione su tracciabilità e controlli, qualche leva fiscale che torna a farsi sentire, e una serie di ritocchi che finiscono per incidere su rifiuti, sostanze inquinanti e gestione di materiali da cantiere.
Non è un pacchetto unico e pulito, anzi: le norme sono sparse e spesso vanno lette insieme a regole già esistenti; per chi lavora o investe in sostenibilità, il punto è capire dove cambiano gli obblighi e dove cambiano i margini.
Rifiuti e tracciabilità: il nodo RENTRI e le scadenze che si muovono
Una delle aree che ricompare con forza è quella della tracciabilità dei rifiuti. La manovra interviene su aspetti collegati al RENTRI (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti), con l’idea di rendere più gestibile l’operatività e alcuni passaggi applicativi. Qui il tema non è “solo” ambientale: è anche amministrativo, perché l’impatto si vede nella quotidianità di chi produce, trasporta o gestisce rifiuti speciali. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
In parallelo, per i rifiuti urbani e la fiscalità locale, si segnala lo slittamento di termini che riguarda Comuni e TARI: più tempo per approvare piani finanziari, tariffe e regolamenti. È un punto tecnico, ma può riflettersi sulle tempistiche con cui imprese e cittadini vedono arrivare le decisioni finali sui costi. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Inquinanti e controlli: PFAS e attenzione che sale
Nel dibattito ambientale italiano c’è un acronimo che torna spesso e che negli ultimi anni ha fatto discutere territori e industrie: PFAS. La manovra 2026 viene letta da più analisi come un passaggio che rafforza l’attenzione sul tema, dentro un quadro in cui monitoraggi e controlli stanno diventando più stringenti. Per molte aziende significa una cosa concreta: non basta più “essere a posto” sulla carta, serve dimostrarlo con dati, processi e verifiche continue. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Cantieri e materiali: terre e rocce da scavo, meno zone grigie
Un altro capitolo che interessa chi lavora in edilizia e infrastrutture riguarda la gestione delle terre e rocce da scavo. È un tema che fuori dal settore sembra marginale, ma nella pratica può bloccare cantieri o far lievitare costi se non è chiaro come classificare, trattare e movimentare i materiali. La Bilancio 2026 interviene anche qui, dentro un percorso di aggiustamenti che punta a ridurre incertezze operative e contenziosi. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Leve economiche: incentivi, bonus e la parte “energia” della manovra
La manovra 2026 viene raccontata anche per le misure su energia e investimenti legati alla transizione, tra proroghe e strumenti che si incastrano con il quadro europeo. Qui serve prudenza: molte misure non sono “automatiche”, e spesso cambiano requisiti, finestre temporali e modalità di accesso. Il Ministero dell’Economia ha riepilogato le principali linee della legge, mentre analisi di settore hanno messo a fuoco gli interventi su energia e ambiente nel testo approvato a fine dicembre. :contentReference[oaicite:4]{index=4}